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Da Trieste all’Albania in bicicletta. 1760 km in 24 giorni nella penisola balcanica

Redazione




Da Trieste in Albania in bicicletta. 1760 km in 24 giorni nella penisola balcanica attraverso Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Albania. Inizia tutto da un sogno , un idea, un desiderio di viaggiare.

 

Essendo due studenti universitari pensiamo ad un modo economico ed efficace per vivere nuove esperienze. Da sempre abbiamo avuto la passione per il ciclismo quindi decidiamo di intraprendere la nostra avventura e di partire in bicicletta muniti di tenda , fornelletto e attrezzature da campeggio per un tempo , prima della partenza , ancora indeterminato.

 

In una torrida giornata di fine luglio iniziamo il nostro viaggio da Trieste per il tour nella penisola balcanica tra dubbi e tanta voglia di esplorare. Pochi chilometri e ci ritroviamo in Slovenia immersi in una natura incontaminata tra foreste, laghi e piccoli borghi.

 



Nei rari villaggi lungo il percorso suscitiamo l’interesse della gente pronta ad incoraggiarci e a rifornirci di acqua fresca ed informazioni utili sul tragitto. L’ospitalità è stata una costante per tutto il nostro viaggio infatti già la prima sera ci viene offerto di dormire in una fattoria.

Dopo una lunga giornata in sella campeggiamo in spiaggia. Nella foto stiamo preparando la cena.

 

Nonostante la piacevole compagnia , la mattina successiva è già tempo di riorganizzare i bagagli e ripartire.

Ci lasciamo alle spalle le montagne slovene per raggiungere sotto la pioggia battente, il confine croato ed approdare nella sua capitale Zagabria. E’ una città sottovalutata dal turismo di massa ma ricca di storia e cultura che lega l’arte dell’Europa occidentale e orientale.

 

Con un andatura lenta ma inesorabile attraversando il parco naturale di Plitvice, tra laghi e cascate con acqua cristallina, ci dirigiamo verso la costa. Dopo 4 giorni di pedalata raggiungiamo il molo per traghettare sull’isola di Pag.

Ad accoglierci c’è un fortissimo vento , nemico numero uno di tutti i ciclisti. Siamo costretti a fermarci e a campeggiare in una casa abbandonata in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.

 

Questi sono gli imprevisti di un viaggio in bici , impossibili da prevedere, duri da affrontare ma in fondo è il bello del nostro viaggio. Ripartiamo verso sud lungo la costa croata alla volta di Zadar.

Ogni giorno ci ritroviamo sulla strada cercando di sfruttare ogni risorsa, spesso infatti dormiamo in spiaggia o in pineta preparando la cena con il fornelletto con sfondi naturali impagabili.

 

Lungo il tragitto incontriamo un altro cicloturista inglese e decidiamo di condividere il nostro viaggio per i giorni a seguire. Il tempo scorre velocemente e in pochi giorni attraversiamo Spalato, con il suo stupendo palazzo di Diocleziano, e Macarsca , dove in un armonia perfetta si uniscono montagne e mare.

 

Qui decidiamo di lasciare la costa e di deviare verso l’entroterra alla volta della Bosnia Erzegovina,tristemente famosa per la guerra degli anni 90’.

La stupenda costa croata a strapiombo sul mare.

Da subito ci ritroviamo in un ambiente molto differente ,rispetto alle festose località costiere della Croazia ,evidentemente la guerra ha lasciato le sue ferite. Arrivati a Mostar, città completamente ricostruita dopo i bombardamenti , risuona il richiamo della moschea ricordandoci che i bosniaci sono in maggioranza di fede musulmana.

 

Ripartiamo alla volta della capitale Sarajevo scoprendo una città multietnica in cui convivono diverse religioni e culture.

Camminando per le strade del centro vediamo moschee musulmane, campanili delle chiese ortodosse e cattoliche e sinagoghe ebraiche oltre agli edifici crivellati dai colpi di kalashinikov. Incontriamo tanti giovani che ci parlano della loro difficile infanzia, ognuno ha perso qualcuno durante la guerra ma la voglia è quella di voltare pagina senza mai dimenticare il recente passato.

 

Il proggetto iniziale era di attraversare le montagne montenegrine , ma a causa del freddo in quota decidiamo di ritornare sulla costa alla volta di Dubrovnik. La città ,patrimonio dell’ UNESCO , racchiude nelle sua mura stradine di pietra calcarea, chiese e fontane che ne ricordano i fasti e la fiera indipendenza avuta nel suo passato.

 

Come sempre in questo viaggio su due ruote non c’è il tempo per visite prolungate quindi ci rimettiamo in sella diretti verso sud. Sul nostro cammino incontriamo un oasi per cicloturisti dove veniamo accolti da Mark,anziano giramondo, che offre il bosco intorno alla sua casa per tutti i viaggiatori fornendo acqua e servizi.

 

Qui incontriamo persone provenienti da Francia , Spagna,Olanda e Inghilterra. La serata vola parlando delle avventure passate, delle destinazioni future e del nostro modo alternativo ed ecologico di viaggiare. Ripartiamo la mattina successiva verso il Montenegro in particolare verso la baia di Kotor un fiordo al di là dell’Adriatico. Nonostante la fatica accumulata e le imponenti montagne da scalare il panorama in cima è mozzafiato.

 

Arrivo a Zagabria in piazza San Marco. Nella foto si possono notare le bici con carrello e
portapacchi appositamente allestite per il viaggio.

 

Nei giorni seguenti continuiamo la nostra pedalata attraversando la capitale Pogdorica. Consultando la mappa ci viene l’idea di sconfinare nella vicina Albania passando vicino al lago di Scutari. L’omonima città si presenta caotica e con zone fatiscenti. Qui l’Albania moderna e proiettata al turismo è ancora molto lontana , nonostante la città possa vantare un castello del IV secolo A.C.

 

Il tour ormai volge al termine e nei successivi due giorni raggiungiamo il porto di Bar in Montenegro per tornare a casa. Viaggiare in bicicletta è sicuramente faticoso ma molto appagante, non sei il solito turista ,ti muovi lentamente e ciò ti permette di assaporare fino in fondo il percorso.

 

Testi e foto di:

Michele Riccardo

Mirko De Nunzio

 


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