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Viaggio culinario in Portogallo: 11 città (e ristoranti) da non perdere – seconda parte

Redazione




 

Dopo la prima parte di questo viaggio culinario in Portogallo , che ha toccato località da fiaba quali Porto, Nazarè e Pinhao, eccoci  continuare questo viaggio on the road godereccio verso Sud.

 

7. Obidos

Obidos, PortogalloLo dico subito, sono di parte, è stata la mia fermata preferita e il mio giudizio è stato ostaggio per ore dei fumi alcolici.

Ma è una cittadina incredibile stretta tra una cinta muraria ancora integra e attraversata da aggrovigliate strade piene di ciottoli che lambiscono case bellissime.

Merita perdersi in questo centro secolare e avere come guida solo l’aroma della “ginjinha”, il tipico liquore a base di amarena il cui primato Obidos si contende con Lisbona.

Da non perdere: se siete reduci dai sapori forti dell’Alentejo, date un po’ di tregua al vostro stomaco e affidatevi al menu di questo ristorante – il “Lagar da Mouraria” – costruito all’interno di una spettacolare ex cantina vinicola.

Sotto i soffitti a travi e in mezzo alle antiche botte di rovere potete provare le loro varietà di insalate e tapas oppure affidarvi a uno dei piatti del giorno: zuppa di pesce o il Requinte de bacalhau ad esempio (ok pago pegno, avevo giurato di non nominarlo invano ma è fatto con formaggio, castagne e mele).

Consigliato a: stomaci di tutto il mondo unitevi!

 

8. Sintra

Sintra, Portogallo

Foto: Every Steph travel blog

Prima di arrivare a Lisbona, fermatevi per una sosta a Sintra, una sorta di parco di divertimenti per architetti e occultisti.

Un luogo fiabesco (e misterioso), adagiato sulle colline della Estramadura composto da ville e palazzi costruiti nel tempo da nobili e regnanti di queste terre per scappare in estate alla calura di Lisbona.

Da non perdere: faccio uno sgarro ai vostri palati esperti e segnalo il “Pateo do Garrett” non per la carta delle pietanze ma per la vista incredibile che da qua domina la vallata sottostante.

Non è buona norma confondere la dispensa con il salotto, lo so, ma abbandonate aspettative di cucina stellata e ordinate senza indugio una sostanziosa Francesinha: un piatto tipico di Porto proposto però anche qua in maniera egregia.

Un sandwich – termine forse riduttivo – ripieno dalla grazia di (qualche) dio. Non chiedete info sul ripieno: addentate, chiudete gli occhi e trattenete il respiro.

Consigliato a: intestini poco tenui.

 

9. Lisbona

Lisbona, Portogallo

Lisbona è magica, Lisbona è tutto.

È riduttivo definirla solo per quello che è, ovvero una magnifica città adagiata sul Rio Tejo composta da quartieri incredibili (Baixa, il Bairro Alto e il Chiado su tutti) che si mescolano fra di loro con strade colorate, grandi spazi aperti e pittoreschi caffè, grazie a una vitalità contagiosa dei suoi abitanti.

Abbandonate guide e smartphone e fatevi spazio tra la calca sull’autobus n. 28 che risale la città offrendo scorci e visioni al limite del sogno. Chi non passa di qua almeno una volta nella vita forse ha vissuto quella sbagliata. Sarà per la prossima!

Da non perdere: “Estibordo” conserva ancora quel fascino di “tasca” (=osteria) a conduzione famigliare un po’ lontana dalle mete turistiche strillate nelle guide più diffuse. Eppure vi stupirà la qualità del cibo proposto dalla simpatica coppia di gestori che si intrattengono con gli avventori nei vari tavoli anche oltre l’orario di chiusura.

Un posto semplice ricco di tovaglie bianche e luci basse dove sperimentare il “Cozido à portuguesa”, oppure le famose salcicce speziate, oppure qualche variante di carne ancora trascurata in questo vostro peregrinare come i deliziosi “Espetada”, spiedini di manzo cotti alla griglia ed insaporiti con (l’onnipresente) l’aglio.

Uscirete da qui soddisfatti e pieni di rimorsi verso i piatti non ordinati, ve lo garantisco.

Consigliato a: (u)gole in festa prima di ascendere al Bairro alto.

 

10. Evora

Evora, Portogallo

Lasciata Lisbona con tanti rimpianti, il viaggio punta a sud, per un po’ di caldo mediterraneo. Prima fermatevi però a Evora, amena cittadina nel cuore del fantastico Alenetejo, un tempo famosa per le atroci esecuzioni pubbliche dei condannati durante le inquisizioni all’ombra delle antichità romane. Una città che conserva ancora il sapore di antico e nasconde i fasti del passato nelle vie e nelle piazze che circondano il centro storico.

Da non perdere: odio il turismo “mainstream” – l’avrete capito – e se siete della stessa opinione anche voi, allora non dovete perdere a Evora “A Choupana”, una minuscola taverna dove dovrete farvi spazio tra anziani con la coppola nera e vecchiette con i sacchetti della spesa che passano a recuperare i loro mariti intenti a giocare a carte.

Ora ordinate un bicchiere di vino fresco o una cerveja e affidatevi al piatto del giorno, è la cosa migliore.

Se vi va bene come a me potrete imbattervi nel miglior capretto al forno con patate mai incontrato.
Consigliato a: carnivori impenitenti muniti di coppola e bastone.

 

11. Lagos

Lagos, Portogallo

Eccoci arrivati al punto più a sud del nostro viaggio: Lagos. La domanda di Pessoa ci accoglie in una cittadina immeritatamente ricordata solo per le lunghe spiagge e le scogliere a picco sul mare che vanta invece un centro storico acciottolato e pieno di localini e botteghe dove perdersi a pochi passi dal mare. Una sosta la merita, non solo per surfare sulle onde dell’atlantico (non è il mio caso!) ma anche per un po’ di relax edonista fatto di infradito, mojito e letture di seconda categoria.

Da non perdere: turisti e gourmet sono concordi nel riconoscere a “A Forja” il primato del ristorante più interessante della zona, con code importanti nelle ore di punta. Qua non potete sbagliare se andate sui loro cavalli di battaglia, che in questo ampio locale dalle lunghe tavolate bianche sono soprattutto pesci (di tutti i tipi) e mariscos (frutti di mare).

Dopo la loro porzione abbondante di Sardinhas Assadas (sardine grigliate) sono frequenti le visioni notturne a carattere mistico.
Consigliato a: palati internazionali, poco inclini ai compromessi del gusto.

 

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